Home Ritratto di famiglia NEL GIORNO DEL TUO COMPLEANNO, IL MIO RICORDO PER TE: NONNO GINO

NEL GIORNO DEL TUO COMPLEANNO, IL MIO RICORDO PER TE: NONNO GINO

da Lisa Bartali

E’ Luglio. E’ tempo di Tour de France. Sto guardando i corridori che si sfidano sulle strade francesi. Basta un attimo e trovo l’ispirazione per scrivere un breve articolo a te dedicato, nonno Gino. Per fissare nel tempo, come il fotografo che ferma l’immagine, le mie emozioni e i miei ricordi. Mi vieni in mente, al Tour del ’48, primo in vetta sull’ Izoard. Sollevati gli occhiali polverosi e il berretto tricolore,

ti voltasti ad ammirare il vuoto alle tue spalle.

La tua forza, che molti hanno definito sovra umana, è stata più volte descritta. In questo 18 luglio, giorno in cui festeggiavamo il tuo compleanno, io però ti ricordo nel modo in cui t’ho sempre vissuto. Dopo la fase della tua splendida carriera:

un nonno pacifico e indaffarato.

Sempre al telefono di casa, che squillava forte a tutte le ore. In quel tempo, che sembra lontano, quando non c’erano i cellulari. Non abbiamo mai chiacchierato molto, ma ho tante immagini di te. A mangiare le nespole colte direttamente dal tuo terrazzo. Mangiarne tante, fino all’indigestione. Camminavi a passo svelto. Spacchettavi pile di corrispondenza senza commentare. C’eri e non c’eri. La metà del tempo eri fuori casa, invitato come ospite da un capo all’altro del mondo; ma quando non c’eri la tua assenza si sentiva, forte come una presenza. Era la scia del tuo carisma. Erano i tuoi silenzi che parlavano.

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Tutti i miei nonni – Natale 1988

Era quello sguardo dolce e triste, per via delle rughe che dalla fronte si poggiavano sui tuoi occhi,

formando una piega malinconica. Mi accarezzavi le spalle, quel tanto che bastava. Ci salutavamo con un bacio sulla guancia. Il tuo sguardo incontrava il mio per una frazione di secondo. Il mio sguardo invece era tutto per te, curioso, come lo è una bambina a fianco ad un nonno taciturno, ma buono. Guardavamo la TV insieme, dai programmi di intrattenimento al Giro d’Italia, al Tour. I tuoi occhi fissi sulle azioni dei corridori. A volte mi sembrava come scrutassero altrove,

in un mondo sconosciuto aldilà dello schermo, a cui solo tu avevi accesso.

Poi ancora mi giravo e i tuoi occhi si chiudevano in una pennichella pomeridiana. Il tuo silenzio era sereno. Eri nella pace di un uomo consapevole di aver dato tutto ciò che aveva, tutte le sue risorse. E di aver ricevuto tanto dalla vita: tanto dispiacere, tanto successo. Io ero adolescente. Studiavo tanto, e poi andavo a lezione di musica. Non avevo ancora quella curiosità, quello stupore che nasce dopo aver letto le tue imprese in bicicletta.

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Nonno Gino – fine anni 80 – polaroid archivio di famiglia

Quante cose adesso ti chiederei nonno, ma non sulla bicicletta, sulla vita.

La cosa bella è che nonostante tutto, dopo quello che ci siamo detti e dopo tanti silenzi, sento ancora profondamente la tua presenza, oggi. L’uomo che eri, e ciò che hai fatto della tua vita, è stato di forte impatto e significativo per me. Ti sento vicino ai miei giorni. Hai disintegrato la cadenza del tempo. Pur non volendo, ti sei reso immortale. Ovunque tu sia, grazie per quello che mi hai dato, che ci hai dato, nonno Gino.

 

 

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3 commenti

Alessandro steardo 18 Luglio 2017 - 18:49

Grande uomo, prima di essere un grande campione

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Renzo Guadagni 19 Luglio 2017 - 10:03

Ho baciato il suo naso alla commemorazione del feretro…come avere baciato un padre…ammirazione profonda…

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Diego 20 Luglio 2017 - 12:49

Oltre alle imprese sportive,sono sempre rimasto colpito dalle imprese di vita per gli altri che ha fatto in silenzio. La sua frase: “il bene si fa,ma nn si dice” è quasi un mantra per me. Complimenti per il blog,continua cosi

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