Gennaio e il suo rilassato ritmo del primo sabato dopo le feste. Sguscio in bicicletta percorrendo i lungarni e poi inoltrandomi tra le antiche vie fiorentine. La mia meta oggi è riscoprire l’arte astratta del pittore Luca Brandi, alla Galleria Immaginaria, in occasione di un traguardo dopo una lunga carriera:
40 anni di opere pittoriche; di mostre internazionali, di ricerca introspettiva e perfezionismo tecnico
Luca Brandi inizia a dipingere all’età di 9 anni, aiutando maestri fiorentini nella rappresentazione di scene sacre. Poi lo studio della pittura astratta e nel 1986 inaugura la sua carriera con la sua prima mostra. La sua arte si arricchisce viaggiando tra l’Europa e gli Stati Uniti. Oggi l’esplorazione pittorica prosegue. Luca già lo avevo conosciuto alcuni anni fa e la sua arte mi aveva fin da subito trasportata in altri mondi e colpito per l’intensità dei colori. Ci ritroviamo con piacere stasera a discutere d’arte e non solo, in un suggestivo open space di un’ antica dimora.

Di forte impatto le opere realizzate in occasione di questa esposizione personale in cui il pittore sviluppa il tema “The 13th moon series” intervenendo su un’unica tela, o due tele accostate in un originale dettaglio stilistico. Sul nero intenso si staglia come una vibrazione il colore metallico; ora ramato, ora dorato in un gioco di strati di colore sovrapposti. Oltre l’intensità del nero, grattando la superficie, viene svelata quella luce. La luce del risveglio oltre l’ombra, un po’ come nei sogni
Perché in fondo i sogni, non sono che ombre
interviene Luca Brandi, mentre camminiamo per la galleria commentando le opere. Due le versioni: l’acrilico su cotone ed un raffinatissimo olio su lino.

L’ altra serie artistica si ispira ad un dettaglio di passamaneria, reinterpretato dipingendo una linea serpeggiante di colore. Ricorda le fluide calligrafie orientali e le note danzanti sugli spartiti musicali. Indaco, rosso sanguigna, l’acqua marina.
Colore, vibrazione, onirico, divino, danzano e si aggrovigliano in una trama infinita.
Al primo piano troviamo interventi pittorici su carte artistiche pregiate provenienti dall’ Inghilterra. Un connubio tra pittura astratta e dettagli figurativi, quali antichi stemmi medioevali .

“We live and die” una mostra in cui riscoprire l’evoluzione artistica di Luca Brandi,
alla cui base vi è la stratificazione dei colori, e la cui tecnica va oltre rinnovandosi con forme e linee di getto dipinte. Sempre alla ricerca di quella giusta intensità di colore: puro, vibrante, ma anche suadente, raffinato e mistico.
Opere che diventano ricercati complementi d’arredo per boutique hotels o protagonisti in dimore private. Molti i visitatori stranieri che contemplano la mostra apprezzando che non tutto a Firenze è rimasto in una bolla rinascimentale. “Come è accolta l’arte contemporanea per i fiorentini? ” Luca si lascia andare: “Come in questa galleria, le porte all’arte contemporanea sono aperte per tutti.. ma in Italia siamo ancora troppo legati al mercato dell’antiquariato, per trovare gli acquirenti migliori bisogna ampliare il raggio oltre oceano, un mercato meno stereotipato.” Perché questo titolo “We live and die”?
“La pittura è come il ciclo della vita, ha un inizio e una fine come noi.”
La mostra è visitabile alla Galleria Immaginaria in via del Trebbio 14 rosso a Firenze fino al 17 Gennaio, salvo proroghe. Un’occasione per riscoprire il talento di Luca Brandi anche a portata dei fiorentini, tra una pedala e l’altra..


