Home Ritratto di famiglia LA VITA DI GINO BARTALI SI STUDIA A SCUOLA

LA VITA DI GINO BARTALI SI STUDIA A SCUOLA

da Lisa Bartali

La lezione su Gino Bartali inizia con un caloroso benvenuto dei bambini: un CIAOOO accompagnato da braccia alzate, mani agitate e sorrisi che bucano lo schermo. Ed io, a tanto clamore, chiedo alla classe: “Lo riconoscete questo signore quassù?” – indicando un quadro in bianco e nero oltre le mie spalle – “Sììì è Gino Bartali!!

Da alcuni anni la vita di Gino Bartali si studia a scuola:

la vita di un nonno importante, che ho imparato a conoscere bene solo col tempo. Quando e dove era nato? Quanti fratelli aveva? Qual era l’animale e il colore preferito di Gino Bartali? Queste le prime domande degli alunni della 5^A della Scuola Primaria Paritaria San Francesco di Firenze. I bambini sono stati preparati sull’argomento dall’insegnate Angela Pensabene che ha fatto un lavoro introduttivo, serio e al contempo divertente, mostrando spezzoni della fiction tv “Gino Bartali – L’intramontabile” e alcune interviste degli anni ’90 di un Bartali ormai rugoso e dalla voce gracchiante.

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Elaborati degli alunni, il giardino dei Giusti tra le Nazioni di Gerusalemme

Si inizia a parlare di Ponte a Ema e si arriva a Parigi, al Tour de France.

Bartali scopre di avere talento come corridore quando viene mandato dal padre Torello a fare l’apprendista meccanico di biciclette da Oscar Casamonti. Non il caso, ma la provvidenza come direbbe Gino, è stata dalla sua parte.
Inizia a gareggiare a 17 anni, e inizia a vincere. Vince tutte le corse. E’ lui è il più forte. C’ è solo uno che ogni tanto lo batte, è Fausto Coppi.

“Ma Fausto Coppi e Gino Bartali si stavano antipatici?”

Quella rivalità tra i due tanto ingigantita dalla stampa, era poi vera? E mostro la foto iconica del passaggio della borraccia, anzi della bottiglia. Un tempo non c’erano le borracce di plastica! Erano di latta o di vetro. E parte la parentesi del ciclismo di una volta, delle strade sterrate, delle bici di ferro pesanti 25-30 kg.
I bambini hanno già sentito parlare di questa fotografia dai loro nonni: l’immagine di due corridori di squadre diverse (che in quella circostanza correvano insieme per la nazionale italiana) dai fisici asciutti e scultorei, che si passano una bottiglia d’acqua in un pomeriggio afoso del luglio 1952. Foto iconica che immortala un gesto di fair-play, molto insolito per quei tempi. Nonno disse in un’intervista radio che gliela passò a Coppi solo perché erano in terra francese. Sì, hai detto bene Angela, credo che Gino Bartali sia l’unico italiano amato dai francesi!
Fausto e Gino erano rivali in corsa, ma come affermò anche il nonno, si stimavano.

“Con Coppi c’era rivalità durante la corsa, ma noi eravamo come gli sportivi della boxe: prima si picchiano, poi si abbracciano.”

Bartali-e-Coppi-Tour-de-France1952

Bartali-e-Coppi-Tour-de-France-1952

Legati da drammi familiari. Entrambi persero i fratelli, Serse Coppi e Giulio Bartali, morti prematuramente. Caratterialmente opposti: Coppi timido, Bartali loquace. Coppi l’elegante airone, aristocratico, inarrivabile. Ginettaccio il brontolone, l’eroe della porta accanto, che tutti tocchicciavano: chi la sella, chi la maglia, chi stravedeva per il suo cappellino. A proposito, un aneddoto curioso: qualche fan mi ha raccontato che Gino gli regalò il suo berretto al termine di una corsa e che lo conserva ancora oggi in una teca come fosse una corona.
Il racconto si anima e riesco a far capire come Gino nascondeva documenti nel telaio della bicicletta. Non è facile introdurre ad alunni di 10 anni il tema della Seconda Guerra Mondiale. Non sento risate né schiamazzi, sono tutti concentrati quando dico che Gino salvò tante persone in pericolo.

“E perché lo fece?”
“Perché Gino era altruista, era una persona col senso del dovere. Era nella sua filosofia di vita aiutare il prossimo. Lo aveva sempre fatto nella sua vita quotidiana e stava continuando a farlo!”

La parte più bella dell’incontro è la contro-scaletta. Quando, senza preavviso, sono io che ho una domanda per i bambini. E ci sentiamo vicini anche se divisi da uno schermo. Sono curiosa di come questo fenomeno Gino Bartali, personaggio d’impatto mediatico, ma anche uomo fenomenale in senso lato, campione di ciclismo e campione di umanità,
sia finito tra gli argomenti studiati sui banchi di scuola. Merito anche della traccia del tema di maturità dedicata alla sua figura (Esami di Maturità 2019).

Cosa vi è piaciuto di più di Gino Bartali?
L’80% degli alunni risponde: il carattere forte e il coraggio che ha avuto nel salvare gli ebrei.

Il 20% risponde la sua sportività e la sua lealtà verso i suoi compagni e gli altri corridori. Sì, Gino era uno burbero, confermo. Non era un nonno che mi viziava e che stava a casa a fare i compiti insieme a me. Anche quando mi insegnava ad andare in bicicletta, era severo e mi impartiva insegnamenti tecnici che io non capivo! Il suo sguardo sincero parlava più di tante parole, più di tante imprese che avrei voluto che mi raccontasse. Ma lui, quando tornava a casa dopo aver girato il mondo (corse, programmi televisivi, cene di gala..) era stanco.

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Testo scolastico

I bambini a turno si alzano e vengono vicino al pc. Si presentano e ognuno fa i suoi commenti:

“I miei nonni hanno conosciuto di persona Bartali. La mia mamma ti stima. Tuo nonno ha regalato la sua bicicletta da passeggio al mio babbo. 
I miei genitori andavano al suo garage, il Garage Bartali in via San Zanobi.
I miei nonni erano bartaliani.”

La classe ha elaborato dei lavori tridimensionali che rappresentano il Giardino dei Giusti tra le Nazioni di Gerusalemme. Tanti sono i Giusti che hanno salvato vite senza speranza. Gino Bartali si sa però.. affascina proprio. La sua storia è un connubio tra passione sportiva e missioni segrete di salvataggio. E poi quella sua bicicletta gialla… così bella!
Bartali è un ciclista d’altri tempi, che manca tanto ai nostri tempi. Il Gigante della montagna, il Pio, L’Homme de Fer, L’Intramontabile. Eroe popolare. Vicino alla gente. Non voleva apparire, se non per i suoi meriti sportivi.

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Aereo Ita airwyas dedicato a Gino Bartali

Sì bambini, è proprio come dite. Gli hanno dedicato anche un aereo. E’ azzurro, si chiama L’A319-112 EI-IMB GINO BARTALI ed è in volo nei nostri cieli. Ti piaceva tanto viaggiare nonno.. saresti contento!
Grazie agli alunni che hanno seguito con entusiasmo la lezione su Gino Bartali, all’insegnante Angela Pensabene e a tutti i docenti d’Italia che contribuiscono a tramandare attraverso la scuola gli insegnamenti e la memoria di un grande del Novecento. Di nuovo: CIAOOOO, sorrisi, stupore. Click: chiamata terminata. Saluti e ringraziamenti in chat. Altro messaggio audio di saluto dei ragazzi. Siete fantastici!

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lezione su Gino Bartali

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