Home Due ruote e un Diario STILE “BARTALI”: RESTYLING DELLA MIA BICICLETTA DA CORSA ANNI ’70

STILE “BARTALI”: RESTYLING DELLA MIA BICICLETTA DA CORSA ANNI ’70

da Lisa Bartali

Esperienza, passione e lavoro di squadra sono stati gli ingredienti per un ottimo restauro e restyling della mia bicicletta Bartali, l’ultima arrivata in famiglia. Qualche mese fa venni a sapere che un tale voleva disfarsi della sua Bartali da corsa, con cui gareggiava da ragazzo negli anni ’70. Di questo marchio, risalente agli anni in cui il nonno Gino si era cimentato nell’imprenditoria, della mia misura non se ne vedono molte a giro (50 cm tubo piantone x 52 cm tubo orizzontale).

Nonostante le pessime condizioni della bicicletta, decisi così di fare questo investimento, spinta anche dall’entusiasmo di Marco di Pedale Vintage 4G che riesce a trasmettere una forte passione per questi gioielli del passato. Pensavamo che questa Bartali “molto vissuta” avesse bisogno solo di un bel restauro per tornare in condizioni decorose, invece è stato fatto anche

un restyling della mia bicicletta Bartali, intervenendo sul telaio e sulle componenti meccaniche.

Già a vederla in foto la bici era mal conservata. A consegna arrivata poi, abbiamo realizzato di essere davanti ad un vero relitto! Le foto inviate dal precedente proprietario erano fuorvianti riguardo allo stato di conservazione. Inoltre il telaio color rame mascherava bene l’eccesso di ruggine accumulatasi nel tempo. Le immagini che vedete nell’articolo parlano più di tante spiegazioni..

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Bartali-stato-conservativo-prima-del-restuaro

 

Situazione ruggine ingestibile. Benché per la Bartali anni ’70 acquistata precedentemente avessimo optato per un minuzioso intervento di restauro rimuovendo gran parte della ruggine, questo telaio era in condizioni peggiori. Per lui era in serbo un’altro destino…Vinse l’idea di riportare alla luce una Bartali del suo giallo originario, con decalcomanie fresche e rinnovando le componenti meccaniche.

Una volta sabbiato, il telaio è stato stuccato per rimuovere ogni imperfezione sulla superficie.

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Come mi spiega Alessandro di Ciclostile Fanchiotti, telaista ed esperto in verniciatura, la ruggine era penetrata così in profondità da aver rovinato il telaio in più punti. Quest’ultimo è stato prima carteggiato per smorzare l’intervento della sabbiatura che lascia la superficie porosa, e successivamente stuccato dove necessario. E’ stato un vero lavoro di squadra per dare nuova vita a questa bicicletta, tenendo fede alle componenti dell’epoca, ma rinnovandone l’aspetto.

Al telaio è stata data una mano di fondo bianco antiruggine, e successivamente tre mani di vernice gialla. Andai a farmi rifare il colore identico a quel vecchio barattolo di vernice trovato in garage. Preparata la tintura ad hoc la lasciai insieme al telaio nel laboratorio di Alessandro. Dopo la verniciatura è stato necessario un finissaggio con una soluzione trasparente lucida e, infine, l’applicazione delle decalcomanie. Mio padre aveva fortunatamente conservato un paio di

decals Cicli Bartali intatte per tutti questi anni, anzi decenni!

Il telaio è poi ritornato nelle mani di Marco e che ha proseguito nel lavoro di restyling della bici. Abbiamo fatto un check di cosa potesse essere recuperabile. Sopravvissuti ad anni di umidità , pioggia e disinteresse solo:  freni, serie sterzo, movimento di centro, leve freni. Potevano salvarsi anche i cerchioni, ma ho deciso di investire qualche euro in più e trovarne un paio meno vissuti, che non fossero troppo contrastanti col telaio brillante appena verniciato.

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Sostituiti : manubrio, attacco manubrio, gruppo cambio e deragliatore, sella, tubo sella, ammortizzatori, fili dei freni, guaine.

I pedali con gli originali cinghietti serra piede e il nastro bianco per manubrio sono stati recuperati, sempre grazie all’aiuto di mio padre, da quel che era rimasto della sua vecchia Bartali. La storia è curiosa. Alla sua Bartali da corsa che usava quotidianamente per recarsi a lavoro, mio babbo montò manubrio e pedali da città. Un’escamotage di comodità. Una sera la prestò ad un amico che aveva urgenza di recarsi in un posto ed era senza auto. Il suddetto tizio, in realtà poco amico, non gliela restituì mai. Restarono di questa bici solo manubrio ( a cui ho attinto per il nastro ) e pedali ( interamente prelevati). Sono ben felice di avere sulla mia Bartali componenti della bici appartenuta al mio babbo.

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Presi dalla personalizzazione di questa bicicletta, abbiamo optato per tutti i dettagli nel colore nero. I cinghietti dei pedali sono in tono con gli ammortizzatori e la sella. Quest’ultima è l’unica cosa non fedele all’originale, ma è comunque una sella vintage. Il manubrio è stato sostituito. Non solo perché era vistosamente graffiato, ma ne occorreva uno della mia misura. Dietro una bici restaurata si nasconde anche tanto lavoro di

ricerca di componenti per fiere e mercati vintage.

I pezzi non scartati sono stati messi a bagno con lo sgrassatore, e dopodiché puliti con spazzole apposite per rimuovere ogni strato di ruggine. Il tutto meticolosamente ingrassato e rimontato facendo attenzione a non perdere le minuterie. Anche i tubolari sono di recupero. Una volta che la bici è stata riassemblata.. ciliegina sulla torta a sorpresa: la scritta Lisa B. sul telaio ( foto nella gallery in alto).

Cinque mesi fa questa bici era una carcassa, adesso è tornata a splendere!

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Giro di rodaggio fatto. Un’esperienza affascinante pedalare su una bici d’epoca rimessa a nuovo. Questi gioielli a due ruote, snelli ed eleganti, hanno uno stile unico. Costruite interamente in Italia, le prime produzioni di cicli Bartali, da corsa e da città, avevano ogni pezzo marchiato con il logo: freni, giunture, pedivelle, parafanghi, leve freni, bulloni. Grazie a Marco e Alessandro è stato realizzato un grande lavoro di recupero, restauro e restyling della mia bicicletta. La Bartali ha ritrovato il suo antico splendore e, color giallo raggiante , è senza dubbio più bella di prima! Un modello vintage con un’anima senza tempo.

Si consiglia di sfogliare la Photo Gallery in alto!

 


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2 commenti

massimo monterastelli 21 Giugno 2020 - 15:46

Ciao Lisa, ho incrociato per puro caso questo articolo mentre stavo cercando delle decals adesive Bartali, proprio perche’ ho appena comprato una Bartali del 1970, colore arancio. Mancano ruote e freni, ma a guardarla, gia’ cosi’ leggendo “quel nome ” sul telaio fa venire la pelle d’oca……. mi piace da morire, è leggenda del ciclismo !!! La sto restaurando da solo, con l’aiuto del collezionista che me l’ha venduta, e sono veramente indeciso se riverniciarla a nuovo ( 49%) o fare solo un intervento conservativo con la ricerca dei pochi pezzi che mancano e lasciarle quella aurea dell’epoca (51% ….) perche’ non ha ruggine, ma la vernice è diventata opaca, tende al color mattone. In piu’ il tubo che va dal canotto alla sella è sverniciato in piu’ parti. Mah, vedremo, comunque vada rimane un gioiello !! A proposito, la tua Bartali gialla si’ che è spettacolare, veramente una meraviglia, complimenti. Con affetto, Massimo

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Stefano 4 Aprile 2022 - 23:08

Ciao,complimenti per il restauro, fa piacere vedere recuperate questi pezzi di storia.
stavo giusto cercando dei riferimenti per restaurare la mia Bartali del 38,mi è stata regalata da un amico, la bicicletta sembra che abbia tutti i pezzi originali, a parte il colore,purtroppo la bici è stata riverniciata, vorrei sapere se è meglio rimuovere la mano di vernice e recuperare il colore originale, e se rifacendo il colore non perda di valore.

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